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Vendere
Bridge |
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by @cuordileone
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Ci siamo accorti da anni che vendere bridge è sempre più difficile. |
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In una società che sta vivendo con enfasi il nuovo millennio noi siamo, in fondo, sempre gli stessi. Sì, è vero, è cambiata la struttura federale, si parla di bridge nelle scuole, i campionati sono mastodontiche organizzazioni…ma l’Asso vince sempre sul Re. In un mondo che ha scoperto clamorosamente l’informatica e nuove forme di socializzazione (soprattutto notturna), noi abbiamo difficoltà a far capire che “bridge è bello”. I giovani fanno altro e quando andiamo a contare i partecipanti ad un nuovo corso, ci accorgiamo che sono un manipolo e che gli sforzi promozionali che abbiamo fatto danno risultati quasi sempre deludenti. In tutto questo siamo desolatamente soli e perciò quasi impotenti. Forse non si capisce che le nuove leve ed i giovani sono il pane di cui ci nutriremo domani e che senza di loro siamo destinati a spegnerci ed a consumarci lentamente. La scuola che avrebbe dovuto fornire nuova linfa si è, per ora, dimostrata un serbatoio inadeguato. Quanti ragazzi avete visto nel vostro o negli altrui circoli? Quanti giovani delle scuole conoscete che giochino a bridge? L’iniziativa “Bridge a scuola” che agisce senz’altro come cassa di risonanza della Federazione, non funziona per reperire nuovo materiale umano. Questo ormai lo abbiamo capito: dopo più di dieci anni di duro lavoro all’interno delle strutture scolastiche, il ritorno in termini numerici si è dimostrato assolutamente insufficiente. A nostro parere si è colpita un’età sbagliata e se fra gli scopi dell’iniziativa c’era anche quello di rinvigorire il corpo sociale con nuova e giovane linfa, abbiamo clamorosamente sbagliato il bersaglio. L’adolescente è per sua natura instabile, deve ancora operare delle scelte concrete, non ha radici solide, non sa cosa farà da grande, non ha ancora conosciuto l’altro sesso. Quanto bridge resterà in lui quando, dopo un po’, diventerà grande con ambizioni, sentimenti, emozioni da grande? L’esperienza fatta fin qui sembra dimostrarci che ne resterà poco! Forse l’età giusta su cui operare era un po’ più in là, forse sugli universitari avremmo ottenuto successi meno effimeri. Ma tant’è, con questa realtà dobbiamo fare i conti! E allora? Non credete che si debba fare opera promozionale concreta, che si debba cercare di vendere bridge e di rendere il prodotto più appetitoso possibile? Noi siamo, in tal senso, povera cosa: quando lanciamo un corso o l’immagine del circolo, l’impegno economico che possiamo profondere ci permette a stento di uscire dai nostri angusti confini. Occorrerebbe un’unità di intenti ed uno sforzo finanziario adeguato ai tempi ed alla concorrenza. Forse la Federazione potrebbe destinare una quota parte del suo budget annuale per tale scopo. Tutte le Società Sportive, tutti noi, le saremmo veramente grati! Il sasso è lanciato. Ora tocca a voi, aspettiamo le vostre idee e le vostre proposte…con ansia.
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